Valpolicella

Il territorio veronese è storicamente la più importante e antica zona di produzione di vino in Italia. Qui la vite ha origini ancestrali, che si perdono nella notte delle lontane ere geologiche:

  • Si sono rinvenuti importanti fossili di foglie di vite nei calcari del Terziario di Bolca (50 milioni di anni fa, prima delle glaciazioni).
  • Si sono poi rinvenuti molti vinaccioli risalenti agli insediamenti palafitticoli neolitici del lago di Garda
  • Ci sono testimonianze di coltivazione della vite risalenti alla civiltà etrusco-retica che fiorì tra il VII e il V secolo a.c.
  • In epoca romana lo sviluppo della produzione di vino nel veronese è un dato di fatto: lo citano Virgilio (che riteneva il vino veronese secondo soltanto al celebre Falerno), Marziale, Plinio il Vecchio.
  • Dopo la caduta dell’Impero Romano il vino veronese veniva già preparato con la particolare tecnica dell’appassimento delle uve su stuoie e graticci e si trova ricordato con il nome di “Acinatico”.
  • Solo nel 1177, in un decreto dell’imperatore Federico Barbarossa, si trova citato per la prima volta il nome “Val Polesela”, che potrebbe derivare dal latino Val-poli-cellae (valle dalle molte cantine)
  • Durante il medioevo la coltura della vite era alquanto diffusa, tanto che negli antichi documenti sono citate una novantina di località di produzione (fra cui anche Illasi), le norme che regolavano la vendita al dettaglio e il trasporto di uve e vino, nonché il periodo esatto della vendemmia, fissato di comune accordo dai produttori.
  • Nei secoli successivi l’evoluzione della produzione del vino si intreccia in modo sempre più fitto con la storia del territorio e delle sue genti. Testimonianze, citazioni, illustrazioni e pubblicazioni diventano davvero infinite, tanto da consentire di ricostruire la storia degli ultimi secoli di ciascun singolo podere.

Gli elementi che hanno contribuito a rendere questa zona unica nella storia per la produzione di vino sono: il Territorio, il Clima, i Vitigni